Benessere, innovazione e sostenibilità: una sfida continua per Seda
29 Marzo 2018

Parlando di business, gli scenari futuri stanno rapidamente cambiando. Alcuni aspetti come responsabilità ed etica di un'impresa assumeranno un ruolo sempre più fondamentale agli occhi del consumatore finale che non desidera più la migliore azienda "al" mondo, ma la migliore "per" il mondo.
Sviluppo "sostenibile" e garanzia del "benessere", interno ed esterno all’azienda, sono da sempre tratti distintivi dell'operato di SEDA, che ha fondato la propria filosofia sulla serietà e sulla correttezza dei rapporti commerciali, nonchè sul rispetto delle persone e del loro lavoro. Difatti - accanto al fine "commerciale" - l'obiettivo primario di SEDA è la tutela della salute del paziente: obiettivo che viene perseguito introducendo il meglio dell'innovazione in termini di prodotti e apparecchiature medicali, oltre che fornendo un concreto supporto alla classe medica coinvolta nel loro utilizzo.
Non potrebbe essere diversamente: SEDA è, prima di tutto, una grande azienda familiare.
Nata nel 1973 come piccola impresa specializzata in ortopedia, cardiologia e anestesia, grazie al costante impegno nell'offrire servizi e assistenza specializzata ai propri clienti, si è distinta col tempo nel panorama italiano imprenditoriale.
In 50 anni di storia, SEDA è cresciuta non solo in termini di fatturato, ma soprattutto nella qualità del servizio offerto e nella competenza dei propri dipendenti: come una vera famiglia, ha perseguito valori di solidarietà, coesione e responsabilità interni all'azienda, valorizzando il singolo contributo di ogni collaboratore e incentivandone la formazione. A tutto questo, va sommata una ferrea etica imprenditoriale, che ha come focus la consapevolezza dei doveri che un’impresa ha anche nei confronti della società.
Ed è proprio questa la sfida continua per SEDA: tutelare il benessere, dei pazienti come dei propri collaboratori, introdurre innovazione senza mai intaccare la sostenibilità.
Parafrasando il famoso discorso di Simon Kuznets del 1934 sul rapporto tra Pil e felicità, il successo di un'economia – o di un'azienda – non può essere misurato solo in termini di numeri.
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