Il massaggiatore cardiaco automatico, un prezioso alleato per i soccorritori delle vittime di arresto cardiaco
23 Gennaio 2018

L’arresto cardiaco è una condizione critica in cui il cuore non è in grado di svolgere la sua normale funzione di pompa e non riesce così a fornire agli organi il sangue e dunque l’ossigeno e le sostanze nutritive, di cui essi hanno bisogno.
Una persona colpita da arresto cardiaco deve essere soccorsa il più rapidamente possibile, dato che pochi minuti di mancato apporto di sangue al cervello possono significare gravi danni permanenti o addirittura il decesso.
Una componente fondamentale della procedura di soccorso è il massaggio cardiaco: il soccorritore, comprimendo con entrambe le mani il torace del paziente all’altezza dello sterno, tenta di sostituirsi all’azione del cuore e di far così circolare una minima quantità di sangue.
Affinché questa procedura sia eseguita il più efficacemente possibile, esistono delle linee guida internazionali (AHA/ERC 2015), che definiscono alcuni parametri da rispettare, dalla frequenza delle compressioni (tra 100 e 120 al minuto), alla profondità (tra 5 e 6 centimetri), all’alternanza tra compressioni e ventilazioni (2 ventilazioni ogni 30 compressioni).
Il massaggio cardiaco manuale è dunque necessario per salvare un paziente in arresto, ma non è privo di limiti: chiunque abbia provato ad eseguirlo, infatti, sa bene che è fisicamente molto provante e che spesso è necessario alternarsi con altri soccorritori ad intervalli regolari per poter garantire un’adeguata assistenza.
Condizioni atmosferiche avverse, come ad esempio l’estremo caldo, possono ulteriormente accentuare questo aspetto.
Il risultato è che, spesso, la qualità del massaggio cardiaco tende a peggiorare dopo pochi minuti rispetto a quanto raccomandato dalle linee guida, anche se ad eseguirlo sono soccorritori esperti ed allenati.
E non è tutto: spesso il numero di soccorritori che giunge sul luogo dell’emergenza è limitato (2-3 persone), ed essi devono quindi concentrarsi quasi esclusivamente sul massaggio cardiaco, avendo meno possibilità di dedicarsi alle altre necessità del paziente.
Infine, esistono diverse situazioni nelle quali non è proprio possibile eseguire il massaggio: si pensi ad esempio al trasporto del paziente in ambulanza, nella quale gli spazi ristretti e il movimento del veicolo stesso rendono proibitivo lavorare in condizioni di sicurezza.
Per superare questi limiti e supportare i soccorritori nel loro lavoro, sono nati dispositivi meccanici in grado di eseguire il massaggio cardiaco in autonomia, una volta posizionati sul paziente.
L’obiettivo è quello di garantire un massaggio che rispetti le raccomandazioni delle linee guida anche per lunghi periodi di tempo, e anche in quelle condizioni in cui non può essere praticato.
Seda propone l’innovativo massaggiatore ROSC-U, prodotto dall’americana Resuscitation International.
Innovativo perché non solo replica l’azione del massaggio manuale grazie all’azione di un pistone per le compressioni sternali, ma utilizza anche una fascia che esercita compressioni a 360° sul torace del paziente.
ROSC-U permette un massaggio conforme alle linee guida - compressioni fino a 5 centimetri con un ritmo costante di 100 al minuto – anche per tempi molto lunghi, grazie all’eccezionale durata della batteria, pari a 3 ore.
Dimensioni compatte, peso contenuto e semplicità di posizionamento sul paziente consentono ai soccorritori di utilizzare questo massaggiatore con facilità in tutte le situazioni, e dà loro la possibilità di risparmiare energie e di concentrarsi completamente sul paziente.
Fonte:
Interna
Per maggiori informazioni sul massaggiatore cardiaco:
https://www.seda-spa.it/emergenza-1017.htm
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